Introduzione alla mostra
La mostra presenta, per la prima volta in Italia, 32 dipinti che costituiscono un nucleo fondamentale del patrimonio del Musée de l'Orangerie di Parigi e che sono state eccezionalmente concesse in prestito essendo attualmente in corso importanti lavori di ristrutturazione del museo francese, tali da comportarne la temporanea chiusura. Quattordici sono i lavori di Paul Cézanne, che vanno da Il pranzo campestre del 1873-1875, a Nel parco di Château Noirdel 1898-1900, passando per le celebri nature morte degli anni ottanta, fino ai ritratti della signora Cézanne sempre dello stesso periodo. Sedici invece le opere di Auguste Renoir, da Ragazze al piano del 1892, uno dei pezzi più importanti e celebrati dell'artista francese, ai famosi ritratti di donne, alle nature morte, fino ai dipinti raffiguranti il figlio Claude. A queste opere si aggiungono anche una tela di Picasso e una di Matisse, anch'esse provenienti dalla collezione Guillaume.
In particolare, il percorso espositivo intende fornire al visitatore gli strumenti per comprendere più a fondo l'importanza storica ed artistica del fenomeno impressionista e del suo fondamentale ruolo di ponte verso l'arte moderna. Si presentano infatti le personalità opposte e complementari di Cézanne e Renoir, che di questo movimento rappresentano in un certo senso i due poli: il primo come sistematico ricercatore della struttura formale dell'immagine, e dunque maestro ideale di Picasso e del Cubismo, il secondo quale esponente di punta di una pittura giocata sulla visione istantanea e sul valore espressivo della luce e del colore in sé, e dunque in qualche modo precursore di Matisse e dei Fauves.
Si illustra inoltre l'importanza culturale del fenomeno collezionistico nella figura di Paul Guillaume (1891-1934) critico, mercante e mecenate nella Parigi di Montparnasse, le cui scelte, insieme a quelle della moglie Domenica Walter, hanno costruito il Musée de l'Orangerie. Si deve sottolineare inoltre che la figura di Paul Guillaume, pur con i giusti riferimenti ad un diverso periodo storico, può essere letta come quella di una sorta di Giacomo Carrara del suo tempo; soprattutto per la sua capacità di individuare, acquistandone le opere, i migliori modelli del passato (Cézanne e Renoir), per proporli agli artisti suoi contemporanei (Picasso, Matisse, Modigliani) come argomento di elaborazione e di riflessione.