Introduzione all'esposizione
In occasione delle presentazione della mostra dedicata a Cézanne e Renoir, si è proposta la riapertura di una zona del primo piano dell'edificio storico dell'Accademia Carrara, allestita negli anni '50 del Novecento come deposito visitabile e divenuta poi deposito tout court. In questi spazi saranno presentati, a partire dal 22 marzo, circa cento dipinti facenti parte della collezione dei pittori ottocenteschi dell'Accademia Carrara tra cui Piccio, Mancini, Rosa, Hayez, Trecourt, De Nittis, Diotti, Previati, Pellizza, Appiani, Tallone, ecc. Si tratta di opere in gran parte ubicate nei depositi o negli uffici comunali e dunque sconosciute alla quasi totalità dei visitatori della Carrara.
L'Ottocento italiano vive ormai da un decennio almeno una fase di grande riscoperta che ha riscontro anche nella fortuna antiquariale e pare giusto dunque valorizzare un importantissimo patrimonio del museo rimasto finora sostanzialmente trascurato. In questo modo sarà possibile per i visitatori affrontare due aspetti molto distanti della produzione artistica ottocentesca, quali sono da un lato la pittura nella Francia del secondo Ottocento e dall'altro quella nella Lombardia su un arco di tempo più ampio che va dal neoclassicismo di inizio secolo fino al tardo romanticismo di primo Novecento: riuscendo, si spera, in questo modo a storicizzare meglio anche un fenomeno notissimo come l'Impressionismo; pur senza volere ovviamente stabilire alcun tipo di raffronto tra contesti e aspetti espositivi così diversi.
La selezione delle opere in esposizione è proposta secondo un'organizzazione per temi. Nella prima sala (detta sala dell'alcova) sono esposte le tele che rappresentano temi di storia, di letteratura e di mitologia. Nella seconda sala potete trovare una selezione di ritratti, di stile neoclassico e romantico, uno dei generi più forti della raccolta ottocentesca della Carrara. Nella terza sala, oltre ai pochi dipinti sacri presenti in museo, sono esposti i dipinti di Giovanni Carnovali detto il Piccio a cui la Carrara dedicherà una mostra nel 2006. Nella quarta e ultima sala è possibile ammirare una serie di paesaggi, ancora divisi tra quelli di stile neoclassico e romantico, con in particolare i due importanti gruppi di opere di Carlo Mancini e Costantino Rosa.