La pittura di storia, letteratura e mitologia
Testimone di un gusto dominante, il genere pittorico dedicato a temi storico-mitologico-letterari è ben documentato nella raccolta ottocentesca della Carrara. Accanto a una produzione minore, il quadro storico d'impostazione neoclassica è degnamente rappresentato dalle tele di Giuseppe Diotti dal titolo Morte di Antigone e Il conte Ugolino. Queste opere sono accompagnate, secondo un'evidente evoluzione cronologica e linguistica, dai dipinti di Francesco Hayez dal titolo Bagnante e Caterina Cornaro riceve l'annuncio della sua deposizione dal regno di Cipro, vero capolavoro dell'interpretazione romantica e melodrammatica del genere.
Omaggio alla figura del Tasso sono i due dipinti di Enrico Scuri (Ritratto di Torquato Tasso) e di Ponziano Loverini (Torquato Tasso a Venezia), mentre a Beatrice è dedicata una piccola tela di Giuseppe Bertini, che convive accanto a un'altra citazione dantesca dedicata a Paolo e Francesca, presente in due redazioni: una compitamente neoclassica di Giuseppe Luigi Poli e una seconda, vibrante di passione romantica di Gaetano Previati.
Il passaggio dalla trattazione di questi temi eroici o letterari, a una interpretazione più diretta e quotidiana della realtà, se non anche di una sua lettura ispirata da motivazioni d'indagine verista, è segnato dalla presenza di autori come Giacomo Trécourt (Una famiglia nel dolore), Filippo Palizzi (Zuffa tra cani e lupi), Domenico Scattola, (Contrapposto sociale, povertà e ricchezza), Giovanni Fattori (Balzano da quattro), Ernesto Fontana (Dolore), Giacomo Favretto (Donna veneziana alla finestra e Testa di donna), Giuseppe Gaudenzi, (Vecchio tamburino), Giovanni Pezzotta (Manifestazione del genio, Il piccolo Paganini) e Serafino D'Avendano (Lo studio dello scultore). In questo contesto il recupero della figura umana, è espresso da veri capolavori come Ricordo di un dolore di Giuseppe Pellizza da Volpedo e la Ragazza con rose di Cesare Tallone, dipinto, quest'ultimo, che, cogliendo l'intensità sognante di una figura giovanile, segna l'avvio di una modernità nuova nel linguaggio pittorico accademico tra i due secoli.