La pittura sacra

La sezione dedicata alle immagini sacre è la meno estesa dell'intera raccolta ottocentesca della Carrara. Piccoli formati e bozzetti documentano solo con marginali episodi la ricchezza, che invece aveva soddisfatto di sé l'ultima grande stagione di una committenza, prevalentemente ecclesiastica. La
costruzione di nuove grandi parrocchiali o
la ristrutturazione di quelle più antiche, avevano fatto ricorso, pur nelle ristrettezze economiche e nel tumulto storico e politico dei tempi, ai più grandi tra i pittori locali, che, provenendo in massima parte dalla formazione accademica della Accademia Carrara, avevano saputo rinverdire i fasti della tradizione. Molte sono le pale d'altare e i cicli di affreschi che hanno accompagnato l'evolvere storico della pietas religiosa nella bergamasca, dagli anni delle grandi tele neoclassiche, di sobria e ordinata teatralità, a quelle più melodrammaticamente sentimentali della religiosità dell'epoca postunitaria, in bilico tra riformismo, modernismo e nuova devozionalità.
A parziale documentazione di queste vicende culturali, nell'Accademia Carrara si conservano dipinti dei neoclassici Giovan Battista Dell'Era, Ester ai piedi di Assuero, Giuseppe Diotti, con la Benedizione di Giacobbe , e Francesco Coghetti, Agar nel deserto. Di epoca più tarda, sono le due opere di Enrico Scuri, Le Marie al sepolcro, di forti resistenze classiche, e di Ponziano Loverini, Vestizione di Santa Francesca di Chantal.
In questo conteso di pittura sacra rimane almeno esemplare il progetto della Basilica di Alzano, che, nel proprio sontuoso arredo pittorico, aveva previsto una significativa raccolta di arte contemporanea: attorno agli affreschi di Vincenzo Angelo Orelli (1803), le tele con Giacobbe e Rachele di Andrea Appiani (1810), Giuditta e Oloferne di Vincenzo Camuccini (1828), Benedizione di Oloferne di Giuseppe Diotti (1837) e, appunto, ma non a caso oggetto di rifiuto in questo consesso di pittura d'ispirazione rigorosamente classica, la tela con Agar nel deserto, di Giovanni Carnovali detto il Piccio.