Mazzo di fiori su una sedia
- 1880 circa
- Olio su tela, 40 x 51cm.
- RF 1960-20
Come Manet e Degas, anche Renoir si interessò al mondo dello spettacolo. A differenza degli altri due artisti però, egli concentrò la sua attenzione sugli spettatori nei quali ritrovò i motivi della vita moderna: mondanità, costumi, effetti inediti dell'illuminazione artificiale. Questa sua scarsa predilezione per la scena è confermata anche dal fatto che l'artista dipinse raramente ballerine classiche, in tutu, privilegiando invece i balli popolari dove danza e gioia si esprimono con naturale spontaneità.
Il mazzo di fiori, avvolto in una carta bianca, che vediamo qui, sopra una poltrona, era un accessorio frequente delle spettatrici teatrali più eleganti. La presenza del palco è suggerita solo dall'illuminazione laterale proveniente dalla scena e da una ringhiera appena abbozzata, sulla destra. L'audacia della disposizione ellittica fa di questa natura morta un'eccezione nell'opera di Renoir. Questo mazzo di fiori è molto simile a quello tenuto in mano da una delle giovani nel famoso quadro intitolato Al concerto: il palco (Williamstown, Sterling and Francine Clark Art Institute) del 1880, di cui potrebbe idealmente rappresentare un "particolare ingrandito”: appoggiato, dimenticato, abbandonato, da chi e per chi, non si può dire, questo mazzo di fiori, che diventa, in questo modo, il solo soggetto del dipinto, acquisisce una presenza e si offre ad una interpretazione romantica: dichiarazione, promessa di appuntamento, attesa, ci sono in questo bouquet tutti gli ingredienti per un'avventura galante.