Confronto Renoir- Cézanne: La natura morta
La natura morta per Cézanne
Prima della temporanea ‘conversione' impressionista, Cézanne dipinge ispirandosi al realismo di Courbet, ma seguendo una sua ricerca di ordine e di struttura architettonica. La natura morta non è, quindi, solo una registrazione del visibile, ma piuttosto il tentativo di cogliere negli oggetti, al di là della loro apparenza, una sorta di necessità plastica, un ordine interno: attraverso una severa armatura di verticali e di orizzontali, un reticolo entro il quale anche le campiture cromatiche recuperano una struttura ritmica. Un soggetto di natura morta ha struttura statica, consentendo lunghi tempi di posa, ed è costituito di cose piccole e quotidiane, la cui mobilità è disponibile ad ogni variazione nella distribuzione: Cézanne lo predilige dunque nella fase di sperimentazione, all'interno della sua ricerca di quelle forme geometriche che sole possono restituire agli oggetti una presenza nello spazio. Ogni regola tradizionale di visione prospettica è quindi trasformata: lo spazio del dipinto è costruito dalle sagome che lo compongono, in una gerarchia che è solo interna.
Le nature morte di Cézanne sono pensate, negli anni della piena maturità, con un impianto monumentale che le riscatta dall'apparente modestia del tema : i celebri vassoi con mele costituiscono una potente struttura di volumi che fa da perno nell'apparente casualità della situazione di un normale interno di casa. In realtà, l'effetto complessivo di solida calma deriva probabilmente dalla lettura di ogni elemento rappresentato come massa cromatica autonoma e indipendente, al di là della sua stessa natura contingente e quasi in direzione delle rappresentazione di un'idea teorica dell'oggetto: è un procedimento che prelude al superamento del visibile in favore della percezione mentale, cioè all'astrazione.
Cézanne - Mele e biscotti (1880 circa): (C) Photo RMN / © Hervé Lewandoski
La natura morta per Renoir
Gli esordi di Renoir come decoratore di ceramiche, secondo l'antica tradizione della natìa Limoges, gli lasciarono una predilezione per certi aspetti ornamentali e vivacemente cromatici della pittura: il tema preferito erano naturalmente i fiori e una traccia di questa formazione si avverte nelle sue prime nature morte. La espansione scrosciante dei dipinti riecheggia spesso modelli settecenteschi, aprendosi in un festoso turbinio di luci e colori, stesi in corposi spessori di consistenza vellutata. La tecnica impressionista conduce così ad un'adesione al dato ottico ormai assicurata, ed emerge quel piacere della bella pittura che resterà una costante del linguaggio dell'artista. Durante gli anni propriamente impressionisti, Renoir si dedica comunque solo saltuariamente al tema della natura morta, preferendo i paesaggi o le scene d'ambiente: non è raro tuttavia rinvenire brani descrittivi in cui gli oggetti della vita quotidiana sono percepiti e quasi goduti nella loro sostanza materica, in una distribuzione di apparente curiosità senza ordine. La tecnica a piccoli tocchi enfatizza lo scorrere dinamico della luce, nella massima intensità cromatica, quasi in un continuo scintillio. In una celebre intervista, Renoiraffermava: ‘per tutta la vita mi sono divertito a mettere colori sulla tela'. Si tratta di un'affermazione solo apparentemente scherzosa, che per un verso prelude già all'astrattismo e dall'altro spiega bene il senso solare e vitale che si respira anche dalle sue tele con rappresentazioni di oggetti, per le quali davvero la definizione tradizionale di ‘natura morta' è particolarmente inadeguata.
Renoir - Mazzo di fiori su una sedia (1880 circa): (C) Photo RMN / © Jean-Gilles Berizzi